La Fiorentina si appresta a giocare quella che potrebbe essere l’ultima partita ad accendere questa stagione disgraziata, sognando la clamorosa rimonta contro il Crystal Palace, ma già si è cominciato a parlare della prossima stagione e di quello che sarà il futuro della Viola targata Fabio Paratici. La prima decisione da prendere sarà quella sull’allenatore: confermare o non confermare Paolo Vanoli? Il dibattito è già aperto: alcuni vorrebbero tenerlo, alcuni no e sarà un tema che il direttore sportivo dovrà trattare bene. Cerchiamo di fare un po’ di ordine di valutare quello che è stato il suo lavoro fino a questo momento.
Innanzitutto nel complesso si tratta di un lavoro positivo da parte dell’ex allenatore del Torino. Ha ereditato la squadra con 4 punti in classifica in 10 partite dopo la gestione Pioli: una squadra che ha continuato ad avere difficoltà fino alla 15a giornata contro il Verona, quando la Viola aveva 6 punti in classifica e un distacco di 8 punti dalla salvezza. Poi le vittorie con Udinese e Cremonese in casa che hanno cominciato ad aggiustare la situazione: il grande merito di Vanoli, al di là della media punti e della crescita, è stato ricostituire un gruppo. Dopo la trasferta di Reggio Emilia del 6 dicembre volavano stracci e i giocatori probabilmente non si potevano neanche vedere. Compattezza che mano a mano si è ritrovata, successivamente con l’arrivo di Paratici, ma in prima istanza grazie al lavoro del tecnico da ottobre fino ad oggi, sia da un punto di vista morale che sotto il profilo della preparazione fisica.
Il merito è stato poi quello di cambiare a fronte di una serie di risultati negativi: abbandono del 3-5-2 che era una delle poche vesti tattiche possibili per questa squadra e introduzione di un 4-3-3 con alcune buone intuizioni come Fagioli regista e Parisi esterno alto e la crescita anche di elementi come Ndour all’interno della rosa, dando continuità ad alcuni elementi e formando uno zoccolo duro di fedelissimi.
Su altri aspetti non ha convinto fino in fondo Vanoli: se la Fiorentina vuole ambire ad entrare fra le prime quattro o cinque del campionato, questo allenatore deve crescere tanto sotto il profilo comunicativo. Spesso ha mostrato poca lucidità, poca presa davanti ai microfoni e sappiamo come nel calcio e nella società odierna questo sia un aspetto di primaria importanza. A proposito di lucidità: il vivere così ardentemente la partita in panchina non sempre lo ha aiutato con le scelte da adottare in corsa e la lettura a gara avviata a volte ha lasciato a desiderare. Inoltre sul piano del gioco non si sono visti grandi progressi e nelle ultime partite, seppur si sia vista una continuità di risultati, l’idea è stata quella di essere in mezzo a un guado: da una parte una timida ricerca di giocare a calcio, dall’altra la paura e la pavidità di questo allenatore, mettendo sempre un difensore in più e talvolta schiacciando la squadra quando è in vantaggio.
Paratici dovrà quindi far bene i suoi conti ed essere cinico sotto tutti i punti di vista: rinnovare il contratto a Vanoli solo per gratitudine come avvenuto in passato ad esempio con Iachini e Mondonico potrebbe essere la scelta sbagliata. Bisognerà avere le idee chiare su quella che vorrà essere la Fiorentina dell’anno prossimo e del domani e scegliere quindi un profilo di allenatore con determinate idee, con una certa identità e costruire la squadra a immagine e somiglianza. Questo profilo può essere Vanoli? Probabilmente si tratterebbe dell’ennesima scommessa che rischierebbe di tramutarsi in rimpianto già in autunno. Serve quindi una scelta decisa, schietta e senza farsi prendere da sentimentalismi.

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