Altro che crisi: questo Sinner è sempre più forte e completo

Parigi, Indian Wells, Miami e Montecarlo. Sono quattro Masters 1000 consecutivi per uno Jannik Sinner che non si ferma più e che si riprende lo scettro del tennis mondiale, battendo per la seconda volta di fila dopo Torino Carlos Alcaraz e prendendosi tutto: il primo grande titolo sulla terra, la prima posizione mondiale, il 27º titolo della carriera. Lo fa al termine di un torneo giocato alla grande nonostante l’adattamento limitato alla terra battuta e la vicinanza con il Sunshine Double, lo fa al termine di una partita non eccelsa nello spettacolo generale a causa del vento che l’ha condizionata, ma che consegna a Jannik un titolo pesantissimo e meritatissimo.

Sinner l’ha vinta dimostrando una volta di più di essere più giocatore di Alcaraz, nelle scelte e nella maturità. Jannik non stacca mai il cervello, ha sempre un ragionamento dietro a un colpo, Carlitos talvolta si deconcentra, si assenta dal campo e oggi i troppi errori e i passaggi a vuoto hanno fatto la differenza nel far pendere la bilancia dalla parte altoatesina. Come ha gestito nel complesso il tiebreak del primo set, come è rientrato da 2-0 ne primo e 3-1 nel secondo, non facendo mai respirare Alcaraz, non facendolo scappare via e non lasciandogli serenità. La volontà di andare a prendersi il punto e di giocare sempre con le idee chiare i momenti importanti.

A Doha si invocava già alla crisi irreversibile di Sinner: in realtà questo è un giocatore sempre più forte e completo. Sta diventando sempre più maturo nel suo atteggiamento in campo e in ogni decisione presa, nel saper superare le difficoltà come nel match con Machac, nel leggere i momenti e completo dal punto di vista del bagaglio tattico, per come effettua la smorzata da entrambi i lati e come si piazza a rete rispetto al passato. Un giocatore che si avvicina ormai ad Alcaraz anche nei picchi più alti del gioco e che quindi diventa sempre più difficile da battere, per chiunque.


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