La Fiorentina esce dopo quattro anni dalla Conference League. Quattro anni alla periferia d’Europa senza mai cavare niente e senza mai alzare l’asticella. Una competizione che ha accompagnato più della metà dell’era Commisso, che è servita a salvare diversi fallimenti di questa proprietà e che non ha mai fatto fare un salto di qualità a questa squadra e a questa piazza. Ieri sera non si può certamente rimproverare l’impegno e lo spirito a Vanoli e ai suoi ragazzi, ma neanche per un momento la Viola è andata vicino a rimontare gli inglesi.
Per questo sono ancora esterrefatto dalla reazione dello stadio a fine partita. Se il supporto durante la partita è stato straordinario e non deve mai mancare, gli applausi al termine li ho trovati ancora una volta fuori luogo. Si applaude una squadra che ha fatto forse appena tre o quattro partite buone in tutta la stagione? Che ha disputato la peggior annata dal post fallimento della storia di questo club? Non bisogna avere nessuna pietà di questo gruppo che è responsabile, assieme alla società, di questi disastri e a fine anno andrà fatta la famosa tabula rasa che si invoca da mesi.
“È stata la miglior partita della stagione” – ha detto Vanoli, dichiarazione a cui si sono accodati tanti tifosi. E se questa è la miglior partita allora capiamo presto il livello: ancora una volta con la difesa a 3, ancora una volta con i cambi sbagliati e una gestione sbagliata a gara in corso. Oltretutto agevolati da una squadra come il Palace che ha gestito male il risultato e si è schiacciata molto. Ma questa piazza evidentemente preferisce un’uscita ai quarti di finale piuttosto di tre finali in due anni: una piazza sempre più assuefatta alla mediocrità e all’anonimato.

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