The Sin-Shine Double

I freddi numeri non mentono mai, e basterebbero questi a spiegarci la portata dell’impresa compiuta da Jannik Sinner durante il mese passato negli Stati Uniti d’America.

Vincendo a Indian Wells prima e a Miami poi, Jannik è diventato l’ottavo giocatore in ambito maschile a completare il Sunshine Double, risultato che non si vedeva nel circuito ATP dal 2017 quando a riuscirci fu Roger Federer. Non solo, l’azzurro è anche diventato il primo tennista di sempre a raggiungere tale traguardo senza perdere neanche un set, allungando la sua striscia a 34 set vinti consecutivamente nella categoria Masters 1000 tra Parigi, Indian Wells e Miami (anche questo record assoluto, superando il vecchio primato di Djokovic di 24 set). È stato anche il primo a vincere prima due, poi tre titoli 1000 di seguito senza perdere set.

Come possiamo vedere, la lista di record è lunga, ma come dice sempre anche Jannik i numeri sono sì importanti, ma non sono tutto. Cerchiamo dunque di andare oltre e capire perché questo incredibile risultato ci dice molto di più della lunga serie di dati e statistiche esposta nelle righe precedenti.

Innanzitutto bisogna partire da ciò che è successo prima della partenza di Sinner per gli States. Sappiamo che l’inizio di stagione del tennista altoatesino non è stato dei migliori, considerato il titolo perso in Australia uscendo con Djokovic in semifinale e la brutta prestazione nei quarti di Doha contro Mensik. Sia chiaro, parliamo di risultati deludenti per Sinner e per le aspettative sempre altissime che ci sono su di lui, ma la maggior parte dei tennisti firmerebbe per iniziare l’anno con una semifinale Slam. Quello che più preoccupava però, al di là dei risultati, era un gioco che sembrava aver perso in brillantezza ed efficacia e una condizione fisica non ottimale.

Per quanto visto in America, possiamo dire che fisicamente è un Sinner che si è ritrovato e che ha resistito molto bene sia al clima desertico della California che all’umidità estrema della Florida. Parlando invece del suo tennis, la differenza principale l’ha fatta il servizio, colpo che è cresciuto a dismisura negli ultimi mesi e che a Miami ci ha consegnato probabilmente il miglior Sinner di sempre alla battuta. Per quanto riguarda quello che è sempre stato il suo punto forte, ovvero il gioco da fondo, ancora non è sembrato essere perfetto soprattutto dalla parte del dritto e resta il dato curioso delle poche palle break sfruttate, segno di una maggiore difficoltà nell’essere cinico sui pressure point in risposta. Chiaro che il livello stellare a cui ci ha abituati negli ultimi due anni non può che influire sul giudizio, parliamo pur sempre di dettagli che non gli hanno comunque impedito di compiere un qualcosa di storico per il tennis italiano e mondiale. Il fatto, comunque, che abbia ottenuto un risultato del genere senza giocare il suo miglior tennis a livello assoluto rende tale traguardo ancora più incredibile e ci fa capire una volta di più, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che ci troviamo davanti a un fenomeno generazionale destinato a riscrivere storia e confini dello sport italiano e del tennis mondiale.

Proiettandoci già a quella che sarà la primavera europea sulla terra battuta, per Sinner non poteva esserci avvicinamento migliore. Con una condizione fisica e mentale ritrovata e un gioco che ancora ha dei margini di miglioramento che sul rosso saranno molto importanti, l’attuale numero due del mondo può già guardare ai prossimi obiettivi. Sicuramente non è da escludere l’idea di poter tornare numero uno del mondo, ipotesi che sembrava lontanissima dopo gli Australian Open e invece è tornata ad essere una meta più che accessibile visti i successi ottenuti e allo stesso tempo una trasferta americana sotto le aspettative da parte di Alcaraz. È chiaro però che la programmazione di Jannik verterà principalmente su quello che è il grande obiettivo stagionale dichiarato, quel Roland Garros che lo scorso anno gli è sfuggito per una manciata di centimetri e che gli permetterebbe di completare il Career Grand Slam.


Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *