Oblio Italia

Non c’è una luce, solo buio, buio pesto che conduce all’oblio. L’Italia non è andata al Mondiale per la terza volta di fila: sembra incredibile, ma è così. Ci sembrava impossibile non vincere ancora un Mondiale, ma almeno per 16 anni il popolo italiano rimarrà all’asciutto da un Campionato del Mondo. La Nazionale di Gattuso perde ai rigori in Bosnia, non riuscendo a passare neanche questa volta ai playoff, pagando la solita mancanza di personalità e delle convocazioni allucinanti da parte del commissario tecnico.

A prescindere infatti dai tantissimi problemi che attanagliano il calcio italiano, le convocazioni da parte di Gattuso sono state politiche, anti meritocratiche, puntando su un gruppo e su un blocco di giocatori che aveva inanellato molte più figuracce che gioie. Invece di portare giocatori freschi, con voglia, che potevano dare slancio, basti vedere come è entrato Palestra e quale contributo potevano dare ragazzi che non erano mai stati convocati in Nazionale e non avevano memorie negative.

Ognuno ancora ha pensato al proprio orticello: non si è trovata una data per fare uno stage per lavorare in vista di questo appuntamento, perché il campionato deve rimanere a 20 squadre, non si può dedicare uno slot alle Nazionali perché bisogna sempre pensare agli impegni dei club. Sempre la stessa supponenza, egoismo e arroganza di sempre, pensando di poter aggiustare la situazione.

Ma i protagonisti di questo scempio, come era accaduto quattro anni fa, rimangono ancora saldi al comando e al loro posto, a partire da Gabriele Gravina, fino a Rino Gattuso, che da allenatore continua ad inanellare fallimenti su fallimenti.

Ma da domani si ripartirà come se niente fosse, non avendo ancora coraggio, proseguendo con scelte interlocutorie e prediligendo giocatori “storici” anziché giovani con cattiveria e fame agonistica. Ci saranno problemi alla base, ma questo organico bastava per battere la Bosnia e almeno raggiungere l’obiettivo minimo. Invece no, un altro disastro, un’altra delusione da cui non seguiranno soluzioni ai problemi. D’altra parte ci siamo abituati, no Gabriele?


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