Quando potrà mai rinascere un corridore come Tadej Pogacar? Forse ne nasce uno ogni 50 anni, ma probabilmente anche ogni 100 anni. Talento puro, cristallino e inarrivabile, unito a istinto, voglia di dare spettacolo, voglia di vincere e “malattia” per la bicicletta e perfezionismo. Una fusione di tantissimi ingredienti che ci consegna un corridore che non si era mai visto nella storia del ciclismo e che ha pochissimi eguali nella storia dello sport. Terza vittoria della carriera al Giro delle Fiandre, ancora da solo, ancora staccando e battendo un fantastico Mathieu van der Poel. La concorrenza infatti anche oggi c’è stata: c’era VdP, c’era Evenepoel che arriva terzo alla prima partecipazione, c’era Van Aert, c’era Pedersen. Questi sono campioni, fuoriclasse, Tadej è un alieno, un corridore che viaggia nell’iperuranio.
Non è un caso se lo sloveno sia il primo a vincere 4 Monumento consecutive, non è un caso se a vincere nello stesso anno Milano-Sanremo e Giro delle Fiandre c’era riuscito solo un tale Eddy Merkcx. Il conto sale a 12 Classiche Monumento, dietro solo alle 19 del “Cannibale” belga e la prossima settimana ci sarà lo snodo della sua stagione, ossia la Parigi-Roubaix. È l’unica Monumento che manca ancora nel palmares di Pogi, conquistando comunque un secondo posto al debutto nello scorso anno: in caso di successo fra 7 giorni potrebbe materializzarsi concretamente l’ipotesi di entrare ulteriormente nella leggenda di questo sport, avvicinandosi all’obiettivo di fare 5 su 5 nelle Monumento in un solo anno. Obiettivi che sembrano impossibili solo al pensiero, ma che per un alieno come Pogacar sono possibili e realizzabili. Non sarà facile, ma uno come Tadej gli obiettivi cerca di bramarli giorno dopo giorno, corsa dopo corsa, sempre volendo alzare le braccia al cielo e di emozionare.


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