Pogacar verso il 2030 e oltre: nessun limite per lo sloveno

Tadej Pogacar non si pone nessun limite. Si era diffusa la voce che il fuoriclasse sloveno si potesse ritirare già nel 2028, in occasione delle prossime Olimpiadi e invece il fenomeno della UAE sembra poter andare avanti fino al 2030. In una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, il quattro volte vincitore del Tour de France è stato chiaro sul futuro della sua carriera agonistica: «Non ho mai preso in considerazione l’idea di lasciare a fine 2028. Il contratto fino al 2030 l’ho firmato io e, a meno che non succeda qualcosa di clamoroso, ovviamente lo rispetterò. Non avrei mai firmato tenendo in mente quella data, altrimenti. Ogni anno il team migliora e mi sento sempre di più in una famiglia. Non mi vedo altrove e – se vorrò gareggiare anche dopo il 2030 – è molto probabile che sia sempre con la UAE. Comunque sia, manca tanto: ora sono tranquillo, mi diverto, non ci sono problemi».

Nella prossima stagione sono due gli obiettivi fissati e cerchiati in rosso: la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix. «Non è un segreto che cercherò di essere in ottima forma in quelle due occasioni. Sono due obiettivi miei e della squadra». Pogacar che, a differenza delle voci che si erano diffuse, non comincerà il 2026 già dal Tour Down Under in Australia, ma comincerà direttamente l’8 marzo dalla Strade Bianche, una corsa già vinta già tre volte.

Pogacar che quindi ha potenzialmente altre cinque stagioni davanti fino alla fine del contratto e potrebbe diventare un corridore dai numeri straordinari. In questo momento Tadej ha 108 vittorie da professionista all’attivo, 10 vittorie nelle Classiche Monumento (5 Lombardia, 2 Giri delle Fiandre e 3 Liegi), 5 vittorie nei Grandi Giri (4 Tour e 1 Giro), 2 volte Campione del Mondo… E ancora un palmares che potrebbe essere arricchito per diventare ancora più vincente e completo. Lo stesso Pogacar nell’intervista alla rosea ha detto di voler completare la lista delle corse che gli mancano: ecco, la caccia comincia già dal 2026 con Sanremo e Roubaix e a breve il focus potrebbe essere messo anche sulla Vuelta. Chissà che nel 2030 non potremo davvero parlare del corridore più vincente di tutti i tempi.


Comments

2 risposte a “Pogacar verso il 2030 e oltre: nessun limite per lo sloveno”

  1. Avatar Antonio Gramigni
    Antonio Gramigni

    Impossibile prevedere il futuro. Posso comunque ipotizzare per Pogacar un percorso non troppo dissimile rispetto al cannibale Merckx. Quando il belga si rese conto di non essere più competitivo per la vittoria,decise di abbandonare l’attività agonistica la stagione successiva. E lo annunciò a metà stagione,tra il Giro e il Tour,le due grandi corse che lo avevano visto indiscusso protagonista. Anche nelle modalità dell’annuncio del ritiro,Eddy lasciò il segno. Era la vigilia dell’apertura dei Mondiali di calcio in Argentina,ma la prima pagina su tv e giornali sportivi fu per l’addio del Cannibale.

  2. Avatar Antonio Gramigni
    Antonio Gramigni

    Sarà poi da verificare come la UAE gestirà i rapporti dell’organico nelle gerarchie di corsa nei confronti di Pogacar. Un esempio è eclatante. Quando Hinault si rese conto che alla Renault stavano progettando una sorta di diarchia tra lui e Fignon,lasciò la squadra e fondò la Vie Claire. E tre anni dopo,quando si rese conto che la situazione si stava riproponendo con Greg Lemond,annunciò il ritiro.

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