L’Italia vince la Coppa Davis: il trionfo assoluto di Cobolli e Berrettini

L’Italia ha vinto per la quarta volta nella sua storia la Coppa Davis, per la terza volta consecutiva, la prima a Bologna dopo le due vittorie a Malaga. Un altro trionfo nella gestione Volandri, stavolta arrivato senza Sinner e Musetti, ma grazie a degli straordinari Flavio Cobolli e Matteo Berrettini, perfetti durante questo percorso, non perdendo neanche un singolare e non dovendo ricorrere neanche a un doppio decisivo. La cavalcata impeccabile di Berrettini, che non ha neanche perso un set per strada e che oggi contro Carreno Busta ha giocato il match migliore dei tre disputati alla SuperTennis Arena. La cavalcata emozionante e romantica di Cobolli: la vittoria travolgente su Misolic e poi i 7 match point annullati a Bergs e la rimonta clamorosa da set e break di svantaggio contro Munar. Il grande merito del capitano, oltre quello di avere un gruppo di valore tecnico elevatissimo, qualunque siano gli uomini, è quello di aver formato un contesto positivo dal punto di vista dell’atmosfera e dei comportamenti. Tutti i giocatori prendono questa competizione in maniera estremamente professionale e seria e si comportano nella maniera più collaborativa possibile nei confronti dei compagni.

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La vittoria di oggi è un cerchio che si chiude tra Cobolli e Berrettini, vicini nel loro sviluppo all’Aniene, grazie al rapporto strettissimo di Matteo con Stefano, il padre di Flavio. Un’amicizia sincera, sentita e vera, una compattezza e un’unione portata perfettamente in campo e al servizio del gruppo in questi giorni. Vincerla da protagonisti totali è una soddisfazione immensa per questi due ragazzi, per la vicinanza e il legame che hanno sempre mostrato alla maglia della Nazionale, che specialmente per Berrettini è stata sinonimo di cicatrizzare le ferite che ci sono state nel corso dell’anno. Un cerchio che si chiude anche tra questi due giocatori e Fabio Fognini, a cui specialmente Cobolli è sempre stato molto legato. Fabio ha dato tantissimo negli anni alla Nazionale e alla maglia azzurra, sostenendo le trasferte più scomode e incredibili e ottenendo vittorie insperate. Non è mai riuscito a vincere l’Insalatiera da giocatore, almeno dei ragazzi molto legati a lui ce l’hanno fatta.

La Coppa Davis è un trionfo meritato per l’Italia, ma che non va a dimostrare che questo movimento funzioni. Il movimento è straordinario ed è in grandissima salute, ma questo ce lo dimostra quella che è stata l’annata, i trionfi di Sinner, la dimensione di Musetti, il livello di Cobolli, Sonego, Berrettini, Darderi e quello in doppio di Bolelli e Vavassori, ma non è certo una competizione che vede la vincitrice partire dai quarti di finale e giocare sei singolari in casa contro Rodionov, Misolic, Collignon, Bergs, Carreno Busta e Munar che attesta la salute o meno di un movimento. Una vittoria che si meritano Cobolli, Berrettini e tutta la squadra per l’atteggiamento e per lo spirito, ma che diventerà il solito specchietto per le allodole e ragione di vanto per dirigenti e politici a contatto con il tennis.


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