Kimi Antonelli ha qualcosa di speciale. Il pilota bolognese a Suzuka ha vinto la sua seconda gara della carriera in Formula 1 che è anche la seconda consecutiva dopo quella di Shanghai. Sicuramente oggi l’episodio della Safety Car gli ha dato una mano, ma a sorprendere è come questo ragazzo corra con la tranquillità del veterano e non come un 19enne. Dopo una partenza difficoltosa, ha mantenuto la lucidità e la tranquillità, ha ricostruito la sua gara e ha ancora battuto il suo compagno di squadra George Russell, superandolo anche nella classifica mondiale. Se Russell sembra guidare con la pressione di chi sa di essere per la prima volta favorito per il Mondiale, Antonelli corre sereno e spensierato, reagisce agli errori e quando è in testa è praticamente irraggiungibile, un po’ come accadeva a Schumacher. Magari Schumi nel duello poteva concedere qualcosa, ma una volta presa la testa non la mollava mai. E chissà che questa attitudine non possa anche ribaltare le gerarchie in casa Mercedes: il classe 2006 si sta già dimostrando un leader e fa sentire la sua presenza, nonostante la giovane età.
I numeri dopo la vittoria di oggi sono incredibili e gli permettono di abbattere tantissimi record di precocità. A soli 19 anni e 216 giorni è il leader più giovane della storia del Mondiale, battendo nettamente Lewis Hamilton che ci era riuscito a oltre 22 anni. Nessuno nella storia era riuscito inoltre a vincere due Gran Premi prima dei 20 anni, neanche Max Verstappen. Dal 1985 non c’è un italiano in testa al Mondiale a metà stagione, quando ci riuscirono Elio De Angelis e Michele Alboreto. Insomma, siamo di fronte a un pilota che è già straordinario e potenzialmente può diventare un vero fenomeno generazionale e riaccendere i riflettori della Formula 1 in Italia, laddove tanti appassionati si sono disamorati per gli insuccessi ferraristi.

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