Novak Djokovic sfugge a ogni logica

Novak Djokovic è riuscito ancora a spingersi oltre i limiti umani. Il serbo nella semifinale degli Australian Open ha dipinto l’ennesimo capolavoro di una carriera sempre più incredibile e straordinaria, scrivendone un altro capitolo surreale. Una vittoria su Jannik Sinner che sembrava inimmaginabile e impossibile da prevedere, ma ancora una volta Djokovic si è sottratto alla logica umana ed è andato oltre, si è spinto al di là di qualsiasi ostacolo, con una lezione tattica a 39 anni che gli ha permesso di regalarsi un’altra finale Slam e tenere vivo il sogno del 25° Slam. Solo due giorni fa il serbo era quasi sull’aereo di ritorno verso casa durante il match contro Musetti, mentre domenica si giocherà la finale contro Carlos Alcaraz: questa è la bellezza e l’unicità di questo sport incredibile e diabolico che è il tennis.

Djokovic è riuscito a imporre il suo ritmo, a prendersi tanti rischi sia con i lungolinea di dritto e di rovescio, sia con la seconda di servizio: i colpi di inizio gioco sono stati fondamentali per andare a prendersi la vittoria e la sua aggressività cruciale per risparmiare alcune energie. Il serbo ha messo spesso sotto pressione un Sinner che invece è apparso un po’ sottotono, non ha giocato alla stessa velocità di crociera e spesso ha perso un po’ troppo campo, non riuscendo a sfruttare tantissime palle break. Un tema sono anche i match al quinto: 6 vittorie e 10 sconfitte, nessun successo oltre le 4 ore. Come ci ha dimostrato in passato però, Sinner probabilmente riuscirà ancora a reagire e a migliorare ulteriormente in queste situazioni.

In finale ci sarà un Carlos Alcaraz che a sua volta ha speso tantissimo contro Alexander Zverev, vincendo al quinto un match in cui era avanti di due set e sembrava in controllo, prima dei crampi e dei problemini fisici che hanno rimesso in corsa al tedesco, che è andato anche avanti di un break nel quinto. Un incontro incredibile, pieno di colpi di scena, che ha visto il n.3 del mondo giocare davvero bene e andare a un passo dall’obiettivo, ma ancora una volta si è smarrito sul 5-4 del set decisivo. Un’altra colpa del giocatore di Amburgo è stata quella di non chiudere il secondo set da 5-2: visti i crampi e le difficoltà fisiche dello spagnolo, tutto poteva prendere un’altra piega. E ora ci avviciniamo a una finale di domenica imprevedibile per lo stato fisico dei due giocatori e che potrebbe rendere questo torneo epico e indimenticabile.


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