L’”inganno” della Champions League e la sua insopportabile narrazione

Il calcio italiano è finito, il calcio italiano è il quindicesimo in Europa, le nostre squadre non sono competitive all’estero, siamo inferiori a Turchia e Norvegia eccetera. Tanti sono stati i discorsi che si sono sentiti dalla narrazione comune riguardo alle sconfitte delle squadre italiane nell’andata dei playoff di Champions e l’eliminazione di Inter e Juventus. Quando infatti le cose non vanno come sperato in campo internazionale, si fanno sempre discorsi troppo ampi e fuori luogo riguardo al sistema calcio nel nostro Paese, alla competitività del campionato e c’è sempre la tendenza a volerlo comparare con l’estero. Ma la Champions League è una sorta di inganno e sfugge alle logiche razionali. La Champions League è la competizione dei dettagli come la definì Mourinho, non valuta sempre la forza o meno di una squadra o di un movimento, ma si basa su episodi, situazioni e dinamiche particolari, giocandosi su poche gare e non su 38 partite come un campionato.

C’è stata la tendenza di voler sminuire il calcio italiano e l’Inter per la sconfitta contro il Bodo Glimt: ciò non significa che il calcio norvegese sia superiore a quello italiano. I nerazzurri hanno privilegiato il campionato, hanno sottovalutato la gara di andata e sono usciti contro una buona squadra, cose che possono capitare in ambito internazionale. L’Atalanta che rimonta e batte il Borussia Dortmund, ossia la sesta della Serie A che batte la seconda della Bundesliga, non valuta chiaramente il livello dei due campionati. Così come la Juventus con il Galatasaray: la gara di andata è stata storta per tanti motivi e ieri sera per una serie di altri motivi non è arrivata la rimonta. Situazioni, episodi, pizzico di sfortuna o di fortuna: questo è la Champions League e questo sono le partite andata e ritorno che si giocano in soli 180 minuti: la loro bellezza sta proprio nell’imprevedibilità e nella possibilità di ribaltare le gerarchie. E quindi basta fare discorsi relativi a sistemi e parlare di problemi del calcio italiano perché ricondotti ai risultati in Champions: non sono questi a valutare la competitività o meno.


Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *