La zeritudine della Fiorentina

Zeritudine, zero totale. Zero gol, zero tiri in porta, zero intensità, zero gioco, zero atteggiamento, zero spirito, zero punti, zero logica nelle scelte, zero mano del tecnico, voto zero alla prestazione. La Fiorentina è ogni volta sempre più desolante: ogni volta che sembra essere uscita un minimo dalla crisi, ogni volta che sembra aver trovato qualche piccola certezza, ecco che ripiomba sempre più giù negli stessi errori. Errori che partono anche da un’informazione e da una narrazione errata, che raccontano di una squadra che è quasi guarita, che è quasi salva e che può dedicarsi a puntare alla vittoria della Conference.

La prestazione di Udine è orribile sotto ogni punto di vista: la partita per la Fiorentina non è praticamente mai cominciata, non c’è stata una reazione, non c’è stata una palla gol creata, non c’è stata nessuna idea. Inquietante a dir poco una squadra così piatta e così incapace di lottare, al netto delle assenze. Una squadra che ancora non ha la coscienza della situazione, che si siede al primo risultato positivo e che è completamente inaffidabile. La scelta di tornare alla difesa a tre dell’allenatore è difficile da comprendere, anche se a sua discolpa c’è una squadra evidentemente cortissima sugli esterni dopo il mercato di gennaio che ha lasciato diverse falle e insufficiente dopo l’infortunio di Solomon. Gudmundsson è un enigma e un equivoco, Rugani non è all’altezza della categoria in questa versione. Una serata in cui c’è tutto da buttare e da aprire ancora gli occhi su ciò che è questa squadra in questa stagione.


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