Zero coraggio e allenatore “diretto” dall’alto: la Fiorentina merita di retrocedere

Non è sicuramente un augurio, ma è un’amara constatazione: questa Fiorentina merita di retrocedere più di qualsiasi contendente alla salvezza. La partita di domenica contro il Parma lo ha affermato con forza: la paura di fare qualsiasi giocata, di prendersi qualsiasi responsabilità, di rischiare o di avere coraggio. Una squadra che aveva fatto qualche passo avanti tra Como, Pisa e l’andata con lo Jagiellonia e che ne ha fatti molteplici indietro nel ritorno con i polacchi, la figuraccia di Udine e la partita di domenica contro gli emiliani. Nel calendario da qui alla fine di stagione non c’è niente di scontato, a partire da lunedì prossimo con la Cremonese: le squadre che lottano in fondo alla classifica hanno il sangue negli occhi, Lecce-Cremonese domenica scorsa è stata una partita tesa, tra due formazioni fameliche, affamate, caratteristiche che la Fiorentina non ha mai avuto durante questa stagione. Una squadra che continua a non avere leader, che comunicativamente sta andando persino peggio che in campo.

Inoltre ieri sera è emerso un retroscena piuttosto credibile esposto da Pino Vitale, ossia che il vice di Paolo Vanoli, Daniele Cavalletto, sarebbe diretto dall’alto dal ds Fabio Paratici, costantemente in contatto con la panchina e costantemente a dare indicazioni su ciò che dovrebbe fare la guida tecnica. E allora dov’è finito il “Re Leone dello spogliatoio”? Un allenatore che è esautorato, sfiduciato e superato dal direttore sportivo: l’unica strada sarebbero le dimissioni. Quale credibilità può avere verso la squadra e verso i giocatori? E davanti ai microfoni? La situazione sta diventando sempre più irreversibile e irrecuperabile e il tempo a disposizione è sempre inferiore.


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