Scelte tecniche, mediche e comunicative: caos Fiorentina

Stiamo assistendo a giornate per certi versi surreali in casa Fiorentina. La squadra di Vanoli stasera si appresta a giocare una delle partite più importanti della sua stagione in casa del Crystal Palace senza tre giocatori fondamentali come Fabiano Parisi, Manor Solomon e Moise Kean e qualcuno ci dovrà dare delle spiegazioni. Perché la situazione di questi tre giocatori è a dir poco un mistero, così come la gestione comunicativa e le scelte che sono state fatte in avvicinamento a questa sfida.

Partiamo da Solomon, il caso più incredibile. Il giocatore israeliano si è fatto male il 26 febbraio contro lo Jagiellonia in Conference ed è tornato ad allenarsi in gruppo il 24 marzo, facendo parte anche della partitella e della seduta a porte aperte al Viola Park del 28 marzo. Poi non è stato convocato per la partita di Verona e per la partita contro il Crystal Palace. Cosa è successo? Chissà. Chiarezza zero.

Parisi è uscito a venti minuti dalla fine della partita con l’Inter per una botta che ci avevano detto fosse risolvibile in pochi giorni. Dopo tutta la sosta è ancora un mistero: una volta sta bene, una volta sta male e sono passate praticamente tre settimane in cui non si ha la minima idea su quella che è la sua condizione fisica.

Poi Kean. Torna dalla Nazionale stanco e stremato come visto sabato e gioca 76 minuti da titolare a Verona, preferito a Piccoli. Poi alla vigilia della trasferta di Londra si viene a sapere che non ha fatto parte della seduta di gruppo, che il dolore alla tibia si è riacuito e che non è stato convocato. Si poteva forse fare una gestione diversa anche di questo giocatore, viste le condizioni nelle quali è sceso in campo sabato scorso?

Infine Fortini, fuori dal gruppo, ma caso diverso rispetto agli altri. Non sarà rinnovato, non sarà tenuto dalla Fiorentina, non è stato minimamente valorizzato. Magari non avrà il potenziale di Kayode, ma perché volersi sbarazzare in fretta e furia di uno dei pochi prodotti del settore giovanile che arrivano in prima squadra? Il rischio è poi doverlo ancora rimpiangere in futuro.

Insomma, se da una parte qualche risultato arriva, questa società si conferma essere disastrosa e caotica sotto ogni punto di vista e andranno fatte serie riflessioni in ogni settore alla fine di questa travagliata stagione.


Comments

Una risposta a “Scelte tecniche, mediche e comunicative: caos Fiorentina”

  1. Avatar Antonio Gramigni
    Antonio Gramigni

    Tre indizi fanno una prova: una gestione raffazzonata. L’obiettivo è arrivare vivi in serie A il 24 maggio. Tutto il resto è un’ipotesi del terzo tipo,ovvero dell’irrealtà.

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