La Fiorentina ha vinto una partita. E già questa è una notizia. Perché è la prima vittoria dell’era Vanoli, perché un successo mancava dal 23 ottobre, quindi in stagioni così e in momenti di tale siccità, anche un sorsettino d’acqua è più che ben accetto. 2-1 ai modesti ucraini della Dinamo Kiev in una partita dai tre volti: un primo tempo tutto sommato decente e dignitoso per spirito e ordine mostrato, un ritorno in campo nel secondo tempo morbido e pauroso e un finale di partita nel quale la squadra, anche sulla spinta di un cambio di modulo, ha reagito ed è andata a prendersi con forza il risultato e il gol del vantaggio. Qualche segnale c’è stato, nell’approccio alla gara e in qualche prestazione individuale da parte di giocatori che hanno avuto meno spazio come Richardson, ma anche di elementi come Dodo e Gudmundsson che hanno invertito la rotta rispetto ai disastri di questo inizio della stagione.
La novità principale è stata proprio rappresentata dall’assetto a quattro con i due esterni proposto da Vanoli dopo il gol dell’1-1 subito: una sorta di 4-4-2 con Fortini esterno a destra e Kouamé a sinistra, con quest’ultimo che è entrato con grande voglia e fame dopo l’infortunio. Specialmente dopo il rientro di Gosens, questo sistema di gioco potrebbe essere riproposto per dare maggiore compattezza e solidità e soprattutto dare nuovi stimoli a una squadra che evidentemente rigetta la difesa a tre. Piccoli passi in avanti, i primi veri della gestione Vanoli, che andranno obbligatoriamente confermati con tanta pressione in più domenica con il Verona, in una partita che non va sbagliata per nessun motivo e che ci dirà tanto sulle sorti di questa stagione della Fiorentina.

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