Abbiamo vissuto degli Europei di nuoto e di atletica a dir poco da ricordare per l’Italia. Seconda nel medagliere degli sport acquatici, prima nell’atletica: a Parigi e a Birmingham gli azzurri si sono confermati essere una vera e propria superpotenza continentale nei due sport olimpici per eccellenza, tra atleti immarcescibili, certezze e nuovi volti capaci già di prendersi la copertina.
Su tutti possiamo citare Sara Curtis: 6 medaglie in un’edizione, doppio record del mondo sui 50 dorso un giorno via l’altro e un ingresso sulla scena internazionale degno di una predestinata a neanche 20 anni. Talento da vendere, mentalità, stabilità e tanta fame per continuare a migliorare.
Certezze che sono state rappresentate da Simona Quadarella e Nicolò Martinenghi: da una parte la romana si è confermata l’assoluta regina del mezzofondo continentale scardinando Gose e facendo tripletta 400, 800 e 1500, dall’altra Tete dopo tanti problemi fisici e una flessione post oro olimpico, si è ritrovato proprio a Parigi, realizzando doppietta su 50 e 100 rana.
Poi Ginevra Taddeucci e Chiara Pellacani: una superiore nettamente nel mezzofondo, l’altra regina nei tuffi con la bellezza di 5 medaglie d’oro in una sola edizione che la posso far erigere alla carica di “cinese d’Europa” senza timore di smentita.
Ancora meglio però si è fatto a Birmingham, laddove l’Italia si è confermata vincitrice del medagliere a due anni di distanza da Roma 2024 e proprio davanti alla Gran Bretagna padrona di casa. 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi per una rassegna ancora da ricordare, partita con un Leonardo Fabbri in formato deluxe che pensa già a Los Angeles 2028 per riscattarsi dalla sfortunata Parigi 2024, passandro a Dariya Derkach che a 33 anni arriva al picco della carriera nel triplo, per la marcia che con Massimo Stano e una pazzesca Sofia Fiorini da record del mondo, fino a una 4×400 davanti proprio alla Gran Bretagna a dir poco epica.
Ci sono però quattro personaggi che spiccano su tutti gli altri: uno è Gianmarco Tamberi e la sua incredibile capacità di fare l’impensabile nella gara che conta. Un agonista come ce ne sono stati pochi nella storia dello sport, capace sempre di tirar fuori la grinta e la magia quando sembra morto, quando tutto sembra andargli contro. Il 2.32 ottenuto con 9 centimetri in più rispetto al suo migliore stagionale racconta alla perfezione chi è Tamberi: con lui la logica non si può applicare.
Poi Nadia Battocletti, l’assoluta regina del mezzofondo continentale e non solo. Fa doppietta 5000 e 10000 metri con una facilità quasi imbarazzante, rimanendo nel gruppo durante la gara e piazzando l’accelerazione negli ultimi 250/300 metri per piantare sul posto tutte le avversarie.
Andy Diaz, vicino al record del mondo e re nel salto triplo. L’Italia e Fabrizio Donato hanno abbracciato un atleta di livello assoluto che ha un potenziale sconfinato e si spera che l’ipotesi di non partecipazione a Los Angeles 2028 per le sue origini cubane possa essere solo una preoccupazione remota.
E infine Larissa Iapichino, last but not least. Un regalo che Fiona May e Gianni Iapichino hanno fatto allo sport e all’atletica italiana: vince una gara serratissima e di alto livello per un solo centimetro e si conferma essere ragazza che nei momenti importanti tende a non tremare e ad esaltarsi.
Insomma, l’Italia dello sport tout court sta vivendo una sorta di età dell’oro e la settimana che abbiamo appena vissuto è solo una conferma di quello che sono in grado di fare gli atleti azzurri, del presente e del futuro.


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