Musetti, ecco le Finals, ma che circo l’ATP e Djokovic

Non è arrivata la vittoria, ma è arrivata la notizia che speravamo: Lorenzo Musetti si qualifica per la prima volta in carriera per le ATP Finals. Il carrarino farà parte dei migliori otto del mondo a Torino grazie al forfait di Novak Djokovic che è diventato ufficiale dopo il termine di una finale a dir poco incredibile ad Atene fra i due, tra colpi spettacolari, rimonte, break e situazioni impreviste. Per quello che è stato il 2025 indubbiamente è un traguardo meritato per quanto riguarda l’azzurro che è stato continuo, ha raccolto risultati eccezionali sulla terra battuta ed è cresciuto tanto anche sul veloce: sarebbe stato una beffa non andarci per un finale di stagione eccezionale di Auger-Aliassime. Il peccato sarà quello di arrivare probabilmente spompato a un appuntamento che è un sogno di una carriera, a causa di una gestione vergognosa da parte di diverse componenti.

Il primo colpevole è l’ATP che lascia aperta la possibilità di qualificarsi alle Finals fino all’ultima settimana (e infatti sono stati già presi provvedimenti per il 2026): non è possibile tenere tutto sospeso fino alla sera prima delle partite, altrimenti ecco che i giocatori arrivano stanchi e si separano i gironi come accaduto in questa circostanza. Successivamente c’è il presidente della FITP Angelo Binaghi che aveva annunciato urbi et orbi la partecipazione di Djokovic senza avere elementi in mano. Infine c’è proprio Djokovic: avrà vinto 24 Slam, sarà il tennista più forte di tutti i tempi, ma non si può tenere tutti sulle spine in questo modo fino all’ultimo. Probabilmente Nole ha fatto solo i suoi interessi: ha fatto andare Musetti nel torneo che organizza, ci ha giocato una finale splendida contro, non lo ha fatto ritirare anzitempo non causando danni al pubblico e poi si è sfilato. Bene Musetti e buon per Musetti, male tutto il resto.


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