Un pareggio da non buttare a Marassi. Vista la condizione di classifica e la fiducia attuale, la Fiorentina si deve prendere ogni punto e ogni passettino verso la salvezza come qualcosa di positivo e da non accantonare. In questo momento la Viola è totalmente malata, è fragile sotto ogni punto di vista e la classifica resta difficilissima, con soli 5 punti e un ultimo posto in solitaria. Qualcosa di meglio contro il Genoa oggi si è visto nello spirito di squadra e nella compattezza, nella forza di reagire a una prima difficoltà come il gol del vantaggio di Ostigard e nella tenuta mentale all’interno dei 90 minuti.
La certezza in questo momento è rappresentata dal nuovo mister Paolo Vanoli. Un allenatore che, dopo appena due giorni, sembra essersi calato perfettamente nella mentalità che serve in questo momento: una squadra che deve lottare e deve battagliare, una presenza forte e carismatica in panchina e nella quotidianità che deve servire a dare una sterzata a un gruppo fragile e che finora è stato forte a parole, molto meno nel lavoro e nei risultati. La squadra è stata costruita malissimo in estate con una serie di doppioni e contraddizioni, la difesa resta fragilissima e vulnerabilissima con elementi a livello individuale deboli, il centrocampo vede una serie di giocatori che non rendono tra Nicolussi Caviglia, Mandragora e Fagioli e vede solo Sohm come nota positiva in avanti. Oggi la fase offensiva ha lanciato qualche messaggio con Piccoli in crescita e Gudmundsson che ha mostrato più presenza e protagonismo.
Vanoli dovrà cercare una quadra in una formazione che ha poche alternative, che è lenta e statica in tanti elementi ed è piena di doppioni: vedremo se si andrà avanti sulla linea della difesa a tre e sul 3-5-2 oppure ci sarà un tentativo di passare a quattro. Il problema resta quello dell’assenza di esterni offensivi che il mister lombardo ha gradito usare, specie nella sua esperienza a Venezia. Indubbiamente però una figura così carismatica come l’ex allenatore del Toro può servire a compattare e a far remare la squadra nella stessa direzione, con la consapevolezza che in campionato ci sarà da lottare fino all’ultimo e difficilmente si uscirà dalle sabbie mobili in tempi celeri, invocando poi un intervento a gennaio tra fase offensiva e fase difensiva.
Insomma, qualche passo in avanti dal punto di vista dell’atteggiamento si è visto, ma dopo la sosta arrivano Juventus e Atalanta che saranno altre due partite difficilissime in cui si dovrà vedere una Fiorentina pronta a lottare e a spendersi su ogni pallone, guardando in faccia la realtà. Vanoli nelle parole e nei fatti ne è già consapevole, parlando di orgoglio di allenare questa squadra e di non perdere le partite se non si possono vincere. Ora gli alibi per i calciatori sono finiti: serve tanta umiltà e poca supponenza, tanto lavoro e poche chiacchiere per uscire da questa situazione.

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