L’Italia illumina la notte caldissima australiana di Melbourne Park. Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Luciano Darderi portano tre giocatori italiani agli ottavi di finale degli Australian Open al termine di tre match diversi, ma nei quali hanno messo in evidenza tutte le loro principali qualità. Per Sinner si è trattata di una giornata decisamente più difficile rispetto alle “solite” routine da prima settimana Slam. Prima di tutto Eliot Spizzirri ha giocato un match estremamente qualitativo, aggressivo e propositivo, salvo un po’ tirarsi indietro in alcuni momenti importanti. Ma soprattutto le condizioni di gioco per tre set sono state davvero complicate: caldo estremo, umidità e i crampi che stavano per mettere fuori dai giochi Sinner sul 3-1 del terzo set. Poi la chiusura del tetto, la gestione e la conoscenza del proprio corpo, le doti da campionissimo come la resilienza e la solidità dal punto di vista mentale, gli hanno permesso di ribaltare il match e di recuperare un break di ritardo nel secondo, terzo e quarto set. Un’altra prova di forza per il n.2 del mondo che sa andare anche oltre i propri limiti e oltre i suoi problemi fisici.
Al prossimo turno ci sarà il derby con un Luciano Darderi che non è più una sorpresa o una favola, ma è una solida realtà. Le porte dei primi 20 si stanno per spalancare per l’italo-argentino che ha battuto un giocatore estremamente valido a livello Slam come Karen Khachanov. Un Khachanov che è stato battuto con la tigna di Luli, sempre aggressivo e alla ricerca del punto, più brillante dal punto di vista fisico rispetto al russo che alla fine ha ceduto. La vittoria più importante della carriera per Luciano per la classifica dell’avversario e per il palcoscenico nel quale arriva. Un servizio solidissimo, con il quale non ha avuto praticamente passaggi a vuoto se non nel secondo set e nel primo quando si è fatto rimontare: una soddisfazione quanto mai meritata per un giocatore completo e che in campo sa fare bene praticamente tutto.
E poi la vittoria della maturità per Lorenzo Musetti: quattro ore e mezza per battere Tomas Machac, tanta personalità e tanta lucidità nel leggere i momenti importanti della partita. Una partita che legittima ancora di più quella che è la posizione nel ranking occupata attualmente dal carrarino: un match di alti e bassi, ma nel quale ogni volta che ha avuto difficoltà, ha saputo reagire, ha saputo sfruttare gli errori dell’avversario che è stato sempre aggressivo dall’inizio alla fine e nel quinto è uscito alla distanza anche per la sua freschezza atletica. Contro Fritz sarà sicuramente difficile, ma chissà che la sua capacità di sapersi difendere e di variare non possa ancora incartare l’americano.
In ogni caso l’Italia ha raggiunto l’ennesimo traguardo storico, raggiungendo per la prima volta nella sua storia con tre giocatori gli ottavi in Australia e non fa che confermare che stiamo vivendo un’epoca speciale.

Lascia un commento