La Fiorentina sta vivendo una notte nerissima, buia e pesta. 4 punti in 9 partite, 0 vittorie e una squadra che non ha futuro, non ha soluzioni, non gira, non reagisce, non ha gioco e si squaglia contro qualsiasi avversario. La partita della Viola a San Siro contro l’Inter è stata una lenta e inesorabile agonia verso l’inevitabile gol del vantaggio dei nerazzurri che avrebbe poi segnato l’inevitabile esito della vittoria dei padroni di casa. Una squadra che si è tenuta in piedi grazie ai miracoli di De Gea e, una volta crollata, ha assistito al proprio crollo.
E assistono al proprio crollo allenatore, dirigenti e presidente, inermi e immobili. Ognuno al proprio posto, con il presidente inesistente e che non ha neanche incontrato fisicamente l’allenatore, il tecnico che racconta di partite virtuali e che vede solo lui, il direttore sportivo che parla già di “vita o morte” alla decima giornata per la partita contro il Lecce. Una situazione di sbando totale, di mancanza di lucidità e di vergogna verso i tifosi, nel non assumersi le responsabilità di un disastro sempre più acclarato. E anche se arrivasse la vittoria contro il Lecce i problemi sarebbero risolti? La Fiorentina in questo momento è ben lontano dalla svolta e adesso si è finalmente pronunciata la parola salvezza, perché questo è l’unico obiettivo che si deve porre questa “non squadra”. L’anno scorso poteva non piacere il calcio di Palladino, ma quella era una squadra, questo non è niente, è uno spettacolo aberrante che si trascina partita dopo partita in attesa che l’avversario di giornata banchetti. Cosa succederà in caso di non successo contro il Lecce? Allenatore e dirigenti si faranno da parte o verranno cacciati? In questo momento la Fiorentina vive alla giornata e non ha idea di quello che sarà domani, senza la minima programmazione e il minimo futuro, da sette anni in balia degli eventi. Ed ecco i risultati di una continua mala gestione: il calcio prima o poi presenta sempre il conto.

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