Dopo giorni turbolenti di addii, di ritiri e di clausura al Viola Park, giorni di idee confuse, di notizie a metà e di mezze parole, finalmente la Fiorentina è tornata in campo a Mainz in Conference League e in Germania c’è stata una risposta dopo un inizio di stagione così difficile. L’avversario oggi era assolutamente buono per il livello della competizione e la reazione da parte della squadra viola è arrivata, non tanto sotto il profilo del gioco o sotto il profilo tattico, ma sicuramente nel ritmo, nella volontà e nell’atteggiamento mostrato in campo. Galloppa non ha rivoluzionato nulla, ha agito soprattutto da psicologo dei giocatori, non si è inventato nulla né nella formazione né nei cambi e, per larghi tratti della gara, la Viola ha giocato una discreta partita e ha creato diverse occasioni, mostrando anche una buona gestione del pallone nel primo tempo, ma i troppi gol sbagliati hanno fatto la differenza.
Tra le note positive c’è sicuramente un Sohm trasformato rispetto alle prime uscite della stagione, finalmente libero di agire avendo dietro giocatori come Ndour e Nicolussi Caviglia e oggi lo svizzero ha messo in mostra le sue qualità di corsa, di strappo e di conduzione che non si erano viste praticamente mai in questo inizio. Se l’ex Parma è questo, è un elemento di fisicità e dà caratteristiche che il centrocampo viola non ha praticamente con altri uomini. Positiva anche la presenza dal primo minuto di Martinelli, finalmente schierato in Coppa al posto di De Gea e contro un avversario di un certo tipo e a certi livelli.
Chi ha mostrato le solite criticità è la difesa, statica nell’occasione dell’1-1 con una brutta lettura di Pongracic e una pessima uscita di un Ranieri ancora un po’ in confusione e poi ci sono le criticità legate all’attacco. Piccoli ha sbagliato altri due gol davanti alla porta e tecnicamente appare essere a dir poco mediocre, Fazzini è leggero e ha sbagliato un gol e appena entrato si è divorato un gol di testa anche Kean che finora si crea tante occasioni (come xG siamo ai livelli della stagione scorsa), ma non riesce a concretizzare. Queste occasioni hanno fatto la differenza sul risultato, e rifiato per quanto dilapidato davanti e per i limiti di difensori che si sono mostrati ancora mediocri e non all’altezza. Vanoli ora dovrà partire a lavorare proprio dalla fase difensiva e compattare e motivare uno spogliatoio che ha mostrato troppi mal di pancia in questo inizio di stagione.

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