Jannik Sinner oltre ogni limite e ogni record: la storia è scritta a Roma

Ci sono giorni e giorni e questo è un giorno che gli appassionati di sport italiani e non manterranno nel loro cuore. Un italiano è tornato a vincere a Roma, al Foro Italico, 50 anni esatti dall’ultima volta. Da Adriano Panatta a Jannik Sinner, dall’estro, il genio e la sregolatezza di Adriano, alla disciplina, la scientificità, la perfezione e l’impeccabilità di Jannik. Così diversi, così vincenti: il cerchio si è chiuso sul Campo Centrale alla presenza di Adriano Panatta e alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha consegnato il trofeo al n.1 del mondo.

Emozioni che saranno impossibili da allontanare dalla mente: un fuoriclasse straordinario che si è imposto anche nel torneo degli italiani a 50 anni di distanza e ora vuole bissare anche il 1976 di Panatta trionfando anche a Parigi, per completare persino il Carrer Grand Slam dopo il Career Golden Masters chiuso oggi a 24 anni, ben 6 anni prima a quello che è riuscito a fare Djokovic. Un demolitore di record, un ragazzo che non si accontenta mai del suo livello e che cerca sempre di dare qualcosa in più, di aggiungere qualcosa, a prescindere dalle motivazioni, che ci sia o non ci sia Carlos Alcaraz. Le motivazioni sono sempre al massimo e sono sempre le stesse, la volontà è sempre quella di voler vincere in ogni contesto, di migliorarsi e di non fermarsi mai. Per questo è un campione straordinario: non è mai sazio delle sue vittorie. Emozioni e record: tutto questo condensato da Jannik Sinner.


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