Il tennista più “perdente” del circuito vince finalmente il suo primo titolo

Ci sono state tante giornate amare, ma sabato 27 giugno è la giornata di grazia di Alejandro Davidovich Fokina. L’urlo liberatorio una volta chiusa la finale dell’ATP di Maiorca contro Ethan Quinn con un ace racconta tanto: dopo le delusioni, finalmente lo spagnolo ha vinto il suo primo titolo ATP e lo ha fatto meritatamente dopo cinque finali perse tra cui quelle amarissime lo scorso anno a Delray Beach contro Kecmanovic e a Washington contro De Minaur, rispettivamente con due e con tre match point a favore, in entrambi i casi servendo per il titolo e sprecando un vantaggio di 5-2 nel terzo set.

I problemi non sono mai risieduti nel tennis di Davidovich: l’iberico è un giocatore completo, brillante su tutti i fondamentali, decisamente cresciuto nel tempo anche al servizio, in grado di esprimere picchi comodamente da primi 10 del mondo. I limiti sono sempre stati di natura mentale, con tanti match quasi vinti che sono sfumati sul più bello, con i momenti importanti gestiti sempre in maniera paurosa e frettolosa. Un successo quanto mai meritato e ottenuto giocando un ultimo game da tre ace, mostrando finalmente anche una certa freddezza.

E chissà che questo titolo non possa dare nuova consapevolezza e non possa stappare la lattina per il 27enne andaluso: i mezzi per fare un ulteriore salto di qualità e per migliorare il best ranking di n.14 ci sono tutti. A 27 anni in fondo non è certo troppo tardi, ma è l’ora di mettere finalmente tutto a sistema per garantirsi le migliori soddisfazioni della carriera.


Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *