Un urlo forte, una vittoria potente ed emozionante, nel segno di Matteo Franzoso, tragicamente scomparso in Cile quando era in preparazione proprio con Franzoni, con cui era compagno di stanza. Un trionfo bellissimo quello di Giovanni Franzoni e un messaggio splendido lanciato a tutto il mondo da parte dell’azzurro che ha messo tutti in riga nel superG di Wengen, compresi mostri sacri del calibro di Odermatt, von Allmen e Kriechmayr. Con il pettorale n.1 e senza riferimenti, l’azzurro ha dato vita a una prestazione praticamente perfetta, facendo un numero straordinario soprattutto nella parte finale, dove nessuno non l’ha neanche avvicinato. Il secondo podio di questa stagione dopo quello in Val Gardena, ma questo arriva con la consapevolezza che questo grandissimo talento sta finalmente sbocciando e sta arrivando a conquistare l’intera Coppa del Mondo.
Sin da quando era giovane, tanti erano stati gli investimenti sul 2001 di Manerba del Garda: un ragazzo che è sempre stato molto polivalente e bravo in diverse specialità, dalla velocità fino al gigante. Poi l’approdo nel circuito maggiore e la concentrazione soprattutto nella velocità e nel supergigante, laddove si era già tolto alcune soddisfazioni come il quarto posto a Beaver Creek nel 2024 ed era stato frenato anche da qualche problema fisico. Ora questa consacrazione che arriva in una pista che fa parte del gotha della Coppa del Mondo e che giunge a pochi giorni dall’Olimpiade in casa. Il talento non è mai stato in discussione, mancava un po’ di fiducia per farlo deflagrare e questa può essere la scintilla che permette a questo ragazzo di consegnare all’Italia un altro velocista di assoluto livello. E allora vola Giovanni, vola sempre più in alto e fatti portare dalle ali del tuo grande amico Matteo.

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