Tutto il mondo del calcio omaggia Franco Baresi. Stamattina è arrivato l’annuncio della scomparsa del mitico ex difensore bandiera del Milan. Una vita in rossonero: 531 presenze, 24 anni tra giovanili e prima squadra, capitano e leader nel club e nella Nazionale, riferimento per tutti e innovatore assoluto del ruolo del libero, un modo diverso e moderno di interpretare il ruolo di difensore centrale. Campione del Mondo da alternativa nel 1982, vice-campione del mondo da capitano nel 1994 recuperando in soli 25 giorni dalla rottura del menisco e facendo una prestazione sontuosa in finale contro Romario e Bebeto e tutto il Brasile, prima poi di lasciare Pasadena in lacrime per il rigore sbagliato nella serie finale. Poi l’ultima uscita pubblica a febbraio insieme a Beppe Bergomi a San Siro per portare la fiaccola olimpica, fino al malinconico addio di oggi.
Sono bellissime tante dediche, tra cui quella di Paolo Maldini, come lui bandiera del Milan: “Ciao Franco, oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano? Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro, cosa significhino l’attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero leader. Lo hai fatto con l’esempio, ogni giorno: poche parole, ma tantissimi fatti. Mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo. Sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare. Un abbraccio affettuoso a tutta la tua famiglia, in particolare a tua moglie Maura e ai tuoi figli, Edoardo e Giannandrea. Ci mancherai, Capitano. Ma la luce della tua stella continuerà ad accompagnarci per sempre”.
Anche Dino Zoff, che ha condiviso con lui lo spogliatoio del Mondiale 1982, lo ha ricordato così: “E’ un monento di grande dispiacere per la scomparsa di una persona, un calciatore, straordinario. Franco era una persona a modo e un campione dentro e fuori dal campo. Veramente una perdita pesante per la famiglia, per i tifosi e per il calcio italiano. Da calciatore ha vinto a tutti i livelli, coppe, scudetti, in Nazionale, tutto con grande merito. Quella di Franco è una perdita per tutto lo sport italiano”.
Stupendo anche il ricordo di Filippo Galli, suo compagno di squadra per 15 anni: “Te ne sei andato in silenzio, quel silenzio, tutto tuo, che era voce forte nello spogliatoio, nelle riunioni, nella sala da pranzo, sul campo d’allenamento a Milanello così come in tutti gli stadi, compresa la “Scala del calcio” dove tutto il popolo rossonero ti ha ammirato. La grandezza di un uomo, la statura di un giocatore (avrebbe meritato il Pallone d’Oro) risiede nell’esempio che sei stato per tutti noi. Non aggiungo altro. Sarebbe tutto superfluo e sminuirebbe il valore della persona e del giocatore che sei stato. ll dolore e le lacrime si, concedetemele. Grazie di tutto Franco. PER SEMPRE IL NOSTRO CAPITANO. Riposa in pace. Un abbraccio alla moglie Maura, ai figli Edoardo e Giannandrea, alle sorelle Lucia ed Emanuela, ai fratelli Angelo e Beppe“.

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