Fuori Pradè: l’inizio della rivoluzione della Fiorentina?

Era stato invocato a gran voce l’esonero o le dimissioni del ds Daniele Pradè e, attorno a mezzogiorno del giorno di Ognissanti, ecco che è arrivata la separazione consensuale tra il direttore romano e il club viola dopo oltre sei anni del secondo ciclo a Firenze. Una situazione che era diventata ingestibile e incontrollabile per entrambe le parti e, oltre ai risultati pessimi dell’inizio di stagione, la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono stati i tanti striscioni apparsi nella notte in tutta la città della Curva Fiesole che si è espressa contro allenatore, giocatori, dirigenza e proprietà, non risparmiando nessuno dalla critica e facendo presagire un clima allo stadio per domani contro il Lecce che difficilmente si è visto nel recente passato. Una decisione anche tardiva per quelle che sono state le responsabilità in questi anni del direttore sportivo che non è mai riuscito a garantire un salto di qualità alla Fiorentina e quest’anno con 90 milioni a disposizione ha persino peggiorato nel complesso la squadra.

Quali sono le reazioni a catena che potrebbe generare questa rottura? Innanzitutto la posizione di Stefano Pioli che in questo momento è ancora più pericolante di quanto già non fosse. Il tecnico viola è stata la scelta estiva di Pradè per cercare di sopire la contestazione e le critiche dopo un finale di stagione insoddisfacente e le dimissioni di Palladino, una scelta finora fallimentare su tutta la linea. Per giunta il tecnico ex Milan è stato sostenuto a parole dal solo Pradè, mentre praticamente mai il dg Alessandro Ferrari ha espresso fiducia in questa guida, se non nel pre-Inter. Si può aprire quindi uno spiraglio per il ritorno di Palladino dopo la separazione con il ds romano. Come verrà coperto il vuoto del ds Pradè? Difficile in questo momento attirare nomi altisonanti come Paolo Maldini o Cristiano Giuntoli vista la posizione in classifica, più facile che la soluzione immediata sia una promozione di Roberto Goretti, da vedere cosa si deciderà di fare per il futuro, se prendere un nome più fresco e moderno come potrebbero essere Gabbanini, Lovisa o Sogliano oppure andare su un mestierante della Serie A.

In tutto questo c’è da valutare a posizione societaria. Quanto ancora la proprietà Commisso ha intenzione di tenere la Fiorentina e qual è il futuro a breve-medio termine con un presidente così assente e così lontano? Non è impossibile pensare a una cessione nel giro di pochi mesi e quindi un possibile avvicendamento totale in società: a quel punto si potrebbe decidere di non decidere, ossia di lasciare tutto com’è in via provvisoria fino alla cessione societaria. In ogni caso la Fiorentina avrebbe bisogno di boccate di aria fresca e di novità dopo tante, troppe scelte rivolte al passato e quindi sarebbe fondamentale un ds che respiri maggiormente il calcio di oggi e, specialmente per giugno, un allenatore giovane e rampante che possa tornare a garantire un certo tipo di ambizione e di bellezza calcistica alla Fiorentina, dopo un Palladino che ha portato sì 65 punti, ma tanti dubbi e perplessità sulla sua proposta calcistica e una dirigenza che non ha mai fatto un salto in avanti.


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