Un pareggio che non può far sorridere e che non può soddisfare per la Fiorentina. La squadra di Stefano Pioli al 70° minuto era praticamente nel baratro, con il gol di Dallinga che portava il Bologna sul 3-0 e gran parte dello stadio Franchi che si stava svuotando e protestando (finalmente) contro dirigenza, proprietà e squadra. Poi l’annullamento del gol, due rigori casuali e uno negato al Bologna su Bernardeschi e una Viola che ha acciuffato un 2-2 incredibile e ha persino sprecato il gol del 3-2 con Dodo. Ma è una serata che non può lasciare che delusione, scoramento e la sensazione che, ancora una volta, i problemi non saranno risolti ma solo procastinati e rimandati e nessuno si prenderà nessuna responsabilità.
Responsabilità che bene o male appartengono a tutti, ma che partono dalla proprietà che evidentemente è ben felice di continuare a vivacchiare e di non avere nessuna ambizione sportiva. Il presidente è totalmente assente, siamo ad ottobre e ancora non ha mai incontrato di persona Pioli, i dirigenti cercano di mantenere incolume la propria poltrona rimpallandosi colpe e nascondendosi e non c’è una figura come c’era con Barone a incarnare la presidenza. Tutto questo poi si riflette sul campo, con un allenatore che non ha dato niente, una squadra costruita male e che manca di caratteristiche fondamentali come un esterno alto che possa saltare l’uomo (vedi per esempio nel Bologna gli Orsolini o i Cambiaghi), di un centrocampista di un certo livello che faccia la diga e di un difensore che alzi un livello completamente mediocre della retroguardia. Un insieme di cose che rende il bilancio estremamente negativo e non può essere un pareggio totalmente fortuito e fortunato a dare morale e a risolvere problemi, ma serve solo a rimandarli fino a mercoledì, nella trasferta di Milano contro l’Inter.

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