Fiorentina, più giù di così non si può

La Fiorentina potrebbe aver toccato il fondo. Usiamo il condizionale, perché sappiamo che non c’è mai limite al peggio e adesso all’orizzonte arrivano due partite da urlo contro Bologna e Inter che possono ulteriormente peggiorare la situazione. La Viola è fragile, come non mai, e anche nelle serate in cui dimostra buona compattezza e di aver preparato bene la partita, si disunisce al primo episodio negativo, si perde nelle sue ingenuità e perde la partita in un bicchier d’acqua, con la follia di Parisi che è la fotografia perfetta del momento. Una squadra che non sa reagire ai flussi negativi, che si smarrisce a una folata di vento e che perde anche le partite che non meriterebbe di perdere.

Sarebbe troppo semplice attribuire tutte le responsabilità sulle spalle di Pioli che sicuramente è parte del problema, ma non la parte principale. Le cause delle difficoltà della Fiorentina sono primigenie, risalgono all’estate e a un mercato tanto sbandierato da 90 milioni che non sono non ha rinforzato la squadra, ma probabilmente l’ha indebolita rispetto ad alcuni giocatori che erano presenti nella prima parte della scorsa stagione e che hanno costituito l’architrave delle otto vittorie consecutive. La difesa è fragile e non può giocare alta come vorrebbe l’allenatore per limiti strutturali, il centrocampo è confusionario e manca di un giocatore di fisicità e interdizione, davanti non c’è un giocatore di fantasia, ma solo punte alte, statiche e strutturate e si finisce quindi per far giocare Kean anche con una caviglia sola. E questa squadra manca di personalità, al primo episodio negativo si disunisce: se la classifica continuerà ad essere questa per tempo, come potranno trovare la forza di uscire questi ragazzi? Pioli e Pradè non parlano di zona salvezza e di retrocessione, ma prendere sottogamba questo periodo e pensare che si risalirà la classifica senza problemi rischia di essere decisamente controproducente e la paura potrebbe subentrare tutta insieme. L’unico appiglio rimane la Conference, che potrebbe essere l’ancora di salvezza di una stagione, fino a questo momento, disgraziata.


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