Federica Brignone ha reso possibile l’impossibile in questi Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. 10 mesi fa, il 3 aprile 2025, il baratro di un infortunio che poteva non farle rimettere più neanche gli sci da turista, il 15 febbraio 2026 ci troviamo a commentare due ori, uno in superG e uno in gigante, per una delle sportive più straordinarie di tutta la storia italiana. Pochissime, forse nessuna, può avvicinare i numeri di una fuoriclasse del genere, che ha realizzato una tre giorni a dir poco assurda, considerate specialmente le condizioni e i dubbi con la quale si presentava sull’Olimpia delle Tofane.
Una gara incredibile quella della Tigre di La Salle: un dominio totale, nella prima e nella seconda manche, esprimendo la perfezione tecnica in pista, con le sue carvate e le sue pieghe uniche, mettendo in riga le varie Hector, Scheib e Rast che si erano “divertite” in Coppa del Mondo quest’anno in sua assenza. Non ha sbagliato nulla, è rimasta tranquilla come ha detto anche nelle interviste: “Oggi ero fin troppo tranquilla, l’ho presa come una normale gara di sci”. Brignone lo ha dimostrato in pista: una superiorità quasi imbarazzante rispetto a tutte le avversarie. La prima di sempre a fare doppietta superG e gigante, la quinta donna a vincere due medaglie d’oro olimpiche, due titoli mondiali e due sfere di cristallo, agganciando a cinque medaglie Alberto Tomba.
Il rammarico è arrivato per Lara Della Mea, ad appena cinque centesimi dalla coppia Hector-Stjernesund che è andata a prendersi l’argento. La friulana è andata vicina a un qualcosa di straordinario, probabilmente la svolta della sua carriera, ma la sua prestazione non viene fuori dal nulla, ma è il frutto di una crescita evidente in questa stagione sia in slalom che in gigante e chissà che proprio tra i pali stretti non possa arrivare una gioia immensa che compensi queste lacrime di amarezza.

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