Così lontani, così vicini: Giacomel e Wierer a caccia del successo che segna una carriera

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, il cui inizio è previsto venerdì 6 febbraio, vedranno nel biathlon una delle discipline più interessanti da seguire. Oltre a Lisa Vittozzi, vincitrice della Coppa del Mondo due stagioni fa, la Nazionale italiana potrà infatti contare su due pedine dal valore altamente strategico in ottica medaglia: Tommaso Giacomel e Dorothea Wierer.
Classe 2000, il primo, classe 1990, la seconda. Esperienza e momenti della carriera diametralmente diversi – con Giacomel che sta vivendo il suo momento di massimo apice e Wierer che concluderà la sua straordinaria avventura dopo le Olimpiadi – ma un unico grande obiettivo comune: sublimare la propria esperienza professionale con un trionfo che li inserirebbe di diritto nella leggenda.

Un minimo comun denominatore, pur nella diversità: il valore dell’esperienza

È interessante notare, a proposito del modo in cui arrivano a Milano-Cortina, la visione comune con cui i due biathleti guardano all’esperienza acquisita nel corso della propria carriera. Nonostante l’evidente differenza nel numero di stagioni trascorse al top, entrambi hanno consegnato ai microfoni di Eurosport il racconto di un avvicinamento alle Olimpiadi segnato dal valore della consapevolezza.
È molto meglio partire tra i favoriti, piuttosto che essere una meteora. Se sei tra i favoriti, puoi essere più sciolto, puoi dire ‘me la posso giocare‘”. Le dichiarazioni di Giacomel, che sfidano l’idea tradizionale di una pressione come deleteria per gli auspici di gloria, testimoniano come l’esperienza da lui acquisita rappresenterà il pilastro sul quale il classe 2000 fonderà le sue ambizioni di successo finale.

Vivo (queste Olimpiadi, ndr.) in modo diverso, sono consapevole di quanto fatto. Spero di arrivare serena, tranquilla e conscia di aver dato tutto”. Esperienza e consapevolezza, per Wierer, ma anche volontà di arrivare all’obiettivo senza dimenticare ciò con cui coinciderà la rassegna olimpica. “Vorrei godermi questo momento, poi il risultato si vedrà dopo”, sono le parole con cui la campionessa di Brunico ha messo in evidenza l’attitudine con la quale si presenterà ai nastri di partenza dell’ultimo evento della sua notevole carriera. Da terza atleta di sempre a vincere tutti i sette formati di gara di questo sport a vincitrice olimpionica? Uno scenario che non farebbe altro che arricchire in modo leggendario una carriera che ha già dato un’anima al biathlon italiano.



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