Stiamo assistendo allo Slam più incredibile e assurdo degli ultimi anni. Ricorderemo a lungo questo Roland Garros: tra match incredibili conclusi a notte fonda, maratone, imprevisti, sorprese, caldo, pioggia, capovolgimenti… Le emozioni sono pazzesche ogni giorno, su ogni campo e in ogni contesto. Il torneo maschile ci sta regalando delle storie incredibili tra rinascite, risalite da problemi fisici, campioni affermati e giovani sempre più precoci che si affermano: un mix straordinario per regalarci lo spettacolo che stiamo vedendo.
L’ultimo anello del cerchio è stata una vittoria quasi inspiegabile e irrazionale da parte di Matteo Arnaldi contro Frances Tiafoe. Non ha mollato anche in una situazione irrimediabilmente compromessa, ha espresso un livello allucinante nel quinto set trovando energie in un serbatoio che sembrava non avere più una goccia di benzina. Un torneo che per lui sa di rivincita dopo tutti i problemi al piede avuti nell’ultimo anno che non gli avevano mai permesso di trovare continuità. E adesso il destino gli restituisce tutto con gli interessi, come restituisce grandi soddisfazioni a Matteo Berrettini: l’emozionante successo con Comesana annullando due match point dopo oltre cinque ore, i match con Cerundolo e Rinderknech prendendosi l’affetto della gente su due campi importanti dopo tanti anni. Dopo le delusioni, dopo un atteggiamento che non era stato dei migliori in diversi tornei, come d’incanto si è riavvicinato al livello dei giorni migliori, che lo ha portato ai vertici del circuito e come d’incanto ha ricominciato a vincere i tiebreak.
E poi c’è Flavio Cobolli, che sta vivendo questo torneo con una certa leggerezza e un ruolo da possibile finalista con consapevolezza del livello e del giocatore che sta diventando. Dovrà giocare meglio con Auger per alimentare questo sogno, ma il giocatore romano nell’ultimo anno in tante circostanze e su più di una superficie ha dimostrato di essere diventato un tennista capace di giocarsela con i migliori e di poter stare nell’élite del tennis. Mettendo ulteriore calma e ordine al proprio gioco, ecco che Flavio potrebbe fare un ulteriore salto di qualità.
Le sconfitte di Sinner e di Djokovic e l’assenza di Alcaraz per certi versi tolgono le copertine al torneo, dall’altra hanno tolto la monotonia e la scontatezza e ci stanno regalando un torneo epico sotto ogni punto di vista. 31 match al quinto set ci dicono come i giocatori percepiscano che questa per tanti sia la chance della vita: per i Mensik, gli Jodar e i Fonseca potrebbero esserci altri treni, mentre per alcuni quella di Parigi è l’occasione per provare a vincere uno Slam e arrivati ai quarti non si può escludere nessun giocatore e nessuno scenario possibile. Questo rende il torneo incerto, bello, pieno di match nei quali i giocatori danno oltre il 100% e lasciano tutto in campo in ogni momento: sarà uno Slam che ricorderemo a lungo, a lunghissimo, con una serie di incontri che entreranno nella leggenda.

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