Seguire i tornei minori dà sempre spunti interessanti per il presente e il futuro. Anticipa quelle che possono essere le evoluzioni dei giocatori e con un po’ di occhio si può provare ipotizzare chi potrà arrivare in alto, chi potrà salire e chi sarà destinato a rimanere nella “seconda fascia” del tennis (comunque di altissimo livello). La prima volta che vidi giocare Flavio Cobolli (in streaming) era domenica 2 maggio 2021: era il giorno della finale del famoso Challenger di Roma Garden, suo primo grande risultato nel circuito cadetto. Un match nel quale fu sconfitto in lotta da Juan Manuel Cerundolo, ma nel quale mi sembrò un giocatore grintoso, voglioso di migliorare, con ancora dei limiti ben precisi. Ricordo anche la prima partita dal vivo che vidi di Flavio: era l’ottobre 2022 a Firenze contro Moutet. Il romano provò non so quante discese a rete, combinò anche dei pasticci, ma aveva la volontà di migliorare nel gioco offensivo, di fare gioco, di comandare la partita e di aggredire l’avversario.
Se per certi giocatori il primo impatto mi era sembrato già di un tennista di altissimo livello, non ebbi questo colpo di fulmine per Cobolli, come probabilmente non lo hanno avuto in tanti: ecco perché quello che sta facendo questo ragazzo è spingersi straordinariamente oltre ogni limite e previsione. Il servizio è un colpo che può crescere ancora molto in precisione, specialmente nella percentuale e nell’efficacia della prima, il dritto può migliorare nella scelta di quando provare a tirare il vincente e quando tirarlo più in controllo, così come può migliorare ulteriormente il gioco di volo, con lo smash che ancora non è particolarmente sicuro. Anche il rovescio può dargli qualcosa in più, magari aggiungendo ancora qualche cambio in lungolinea.
Flavio Cobolli ha perso di un soffio la finale del Roland Garros con Alexander Zverev ed è chiaramente un grosso peccato, specialmente per le chance che ci sono state e per lo sviluppo della partita: tra un primo set che poteva essere diverso non ci fosse stato il nastro vincente del tedesco sulla palla dell’1-0 per Flavio e una gestione troppa frettolosa dal 30-0 del decimo game del terzo. Ma in ogni caso siamo di fronte a un giocatore che ha grandi margini di miglioramento e oggi entrerà nei primi 10, che ha giocato in un contesto così grande e così difficile da assorbire con una certa personalità e lottando fino all’ultimo punto. Una partita e un torneo che devono dare consapevolezza, ma soprattutto sprone per crescere e tornare ad avere occasioni del genere.
I passi sono stati da gigante nell’ultimo anno su tutte le superfici e sotto ogni profilo: tecnico, fisico e mentale. Serve mettere un po’ d’ordine e un po’ a posto tutti i pezzi per diventare ancora più forte e per tornare ancora a sognare in grande.
Ieri ha perso da un giocatore più forte di lui: Zverev è riuscito finalmente a chiudere un cerchio e un conto con lo Chatrier che era rimasto in sospeso da quel tremendo infortunio nel 2022. Dopo 4 anni realizza il sogno di una vita, nonostante tutte le fragilità mentali mostrate in tanti momenti ieri. Un sogno che per Flavio non sarà facile da raggiungere, ma che lui stesso avrà ancora più voglia di conquistare dopo due settimane da urlo come queste.

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