-3 partite al termine della stagione. È un conto alla rovescia che i tifosi della Fiorentina sperano passi il più velocemente possibile: questa stagione ha creato disamoramento, spossatezza, stanchezza, disperazione e anche tanta paura. Lo spettro della retrocessione è pressoché scongiurato, ma questa annata continua fino in fondo a toccare picchi di imbarazzo e vergogna mai toccati nella storia recente della Viola. A prescindere dalle motivazioni, dal fatto che la squadra avversaria fosse più forte, una resa del genere è assolutamente inaccettabile e ingiustificabile.
La Fiorentina si è sgonfiata ancora alla prima difficoltà, non ha minimamente reagito, si è lasciata travolgere dalla Roma e dall’Olimpico, si è fatta umiliare. Una squadra triste e che continua ad essere pessima da ogni punto di vista: prestazioni individuali sconcertanti come quelle di Gudmundsson e un allenatore che forse, definitivamente, si è giocato la riconferma. La salvezza è praticamente cosa fatta, ma non sarà semplice neanche cambiare le cose per il futuro: serve una rivoluzione profonda, un mercato totalmente azzeccato senza grosse risorse economiche. L’unica nota positiva è l’esordio di Braschi, messo in campo giusto perché era scaturito un caso quasi nazionale settimana scorsa. Non vediamo l’ora che finisca questa stagione, sperando, più che vedendo concretamente, qualcosa di meglio nel futuro.

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