Vanoli disastroso, Fiorentina pessima nell’atteggiamento: salvezza lontana

Neanche in casa contro un Torino pieno zeppo di assenze arriva la vittoria. La Fiorentina pareggia 2-2, ripresa in pieno recupero dal gol di Maripan, ancora malata terminale e in zona retrocessione con appena 18 punti in 24 partite. Per l’ennesima volta sono emersi gli stessi limiti: le fragilità in fase difensiva, con due gol presi che mostrano superficialità e distrazione. Un atteggiamento che non rispecchia assolutamente una squadra che deve lottare per non retrocedere: un primo tempo fatto di esterni, tacchi, tentativi di rovesciata, poca concretezza, tanta superficialità e approssimazione. Un modo di scendere in campo distaccato dalla realtà e dalla classifica e che è pericolosissimo in questo finale di campionato, dovendo fare la lotta con squadre assatanate, feroci e consapevoli dei loro limiti.

La partita in qualche modo era stata anche ribaltata, più grazie a tecnica e giocate individuali rispetto a un’organizzazione di squadra. Vanoli ha ancora sbagliato la formazione iniziale, con Solomon snaturato a destra, Brescianini poco a suo agio da interno di sinistra, Mandragora che al di là del recupero per l’1-1 è un giocatore che non dà niente alla squadra. Poi l’infortunio di Gudmundsson, lo spostamento di Solomon a sinistra e l’ingresso di Harrison a destra che hanno dato un po’ più di ordine al 4-3-3, con il gol bellissimo dell’israeliano, l’assist dell’ex Leeds e una squadra più armonica. Ma poi ecco ancora le paure e la pavidità dell’allenatore, che si rintana in una difesa a cinque con dei cambi conservativi alla fine, facendo uscire fuori il Torino che alla fine ha pareggiato. E con la paura non si va da nessuna parte, senza coraggio si può solo rimanere in fondo alla classifica: ancora una volta punti persi alla fine, ancora una volta gestione sbagliata e una Fiorentina che rimane all’inferno.


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