TORINO – Era attesa una dimostrazione di forza da parte di Jannik Sinner e questa è arrivata all’esordio alle ATP Finals. Il numero 2 del mondo mette subito le cose in chiaro nel gruppo Bjorn Borg e batte 7-5 6-1 il povero Felix Auger-Aliassime che ha fatto partita finché ha potuto, poi un problema a polpaccio gli ha impedito di mantenere l’altissimo livello di inizio partita. Una disdetta per il canadese che stava offrendo una buona opposizione e tenendo alla grande nei suoi turni di servizio. Per quello che si era visto, probabilmente l’attuale numero 8 del mondo avrebbe meritato di potersi giocare il tiebreak, ma di fatto da quando ha accusato il problema sul 5-6 30-0, il match si è concluso con un servizio debilitato rispetto alle prime fasi del match.
Se Auger-Aliassime nella seconda parte dell’incontro non ha potuto competere ad armi pari, ha trovato di fronte il peggior avversario possibile in queste condizioni fisiche. Sinner è infatti inscalfibile e inattaccabile nei suoi turni di servizio: una sola volta Felix è arrivato a 30 in risposta, zero palle break concesse e 10 punti complessivi lasciati per strada. Una solidità straordinaria all’interno dello scambio se non per qualche gratuito arrivato sulle palle break sprecate nel primo set. E poi la soddisfazione, la vittoria e il coro prima dell’intervista per immergersi nell’affetto di Torino.
C’è da fare una riflessione invece su quella che è la credibilità di un torneo che vede una serie di giocatori arrivati in condizioni discutibili a questo torneo: Musetti che è durato pochi game, Auger-Aliassime infortunato dopo soli 50 minuti, Djokovic che si è ritirato. Le Finals dovrebbero essere il prodotto finale, il meglio da offrire al pubblico di quella che è stata la stagione, invece rischiano di essere la passerella di giocatori che hanno ancora poche cartucce da spendere e si accontentano di ritirare un ricchissimo assegno. Potrebbe essere efficace chiudere la stagione con Parigi il 2 novembre e spostare le Finals nel cuore di dicembre, facendo fare le vacanze e la off-season ai tennisti tra novembre e dicembre? Forse sarebbe una soluzione per salire di qualità.

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