Una pagina epica e inscalfibile degli sport invernali e dello sport italiano tutto è stata scritta oggi a Livigno. Simone Deromedis e Federico Tomasoni realizzano una doppietta incredibile e leggendaria nello skicross a Livigno, una specialità nella quale l’Italia non era mai arrivata neanche con un atleta in finale nella storia delle Olimpiadi e che oggi si regala una doppietta che non potevamo sperare neanche nella più ottimistica delle previsioni.
Deromedis ha confermato il suo enorme talento dopo il Mondiale conquistato tre anni fa: il trentino è stato straordinario in tutti i turni, aprendo un gap enorme con tutti gli avversari nella start section e poi gestendo ogni gara dalla prima posizione. Una freddezza straordinaria per un atleta che ha già vinto la Coppa del Mondo, quest’anno aveva già vinto in due occasioni e che adesso si prende la meritata gioia di diventare campione olimpico, a suggellare il suo enorme talento. Un oro che è storico perché un uomo torna a vincere un titolo individuale per la prima volta dallo slalom di Giuliano Razzoli a Vancouver 2010.
Stupendo anche l’argento di Tomasoni, che si presentava a questi Giochi Olimpici come uno degli outsider e va a prendersi un podio dall’enorme valore simbolico: il classe 1997 portava il casco con il sole in onore della sua compagna Matilde Lorenzi, sciatrice italiana tragicamente scomparsa un anno e mezzo fa in un incidente mentre si stava allenando in Val Senales. Dopo il bronzo nella gara a squadre dei Mondiali con Jole Galli nel 2023 a Bakuriani, arriva una medaglia pesantissima, ottenuta interpretando bene tutte le manche, rimontando in finale fino al secondo posto conquistato al fotofinish.
Italia che adesso sale alla doppia cifra di ori e alla bellezza di 29 medaglie per una spedizione che è sempre più storica e leggendaria, la più forte in assoluto negli sport invernali: mai c’è stata una squadra così competitiva. 10 discipline a medaglia, freestyle che si prende le sue prime tre medaglie nella storia delle Olimpiadi con questa doppietta dopo quella di Tabanelli. Insomma, numeri da capogiro.

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