16 anni dopo, ancora nel secondo supplementare. A Johannesburg era stato Andres Iniesta, a Rutherford ci ha pensato Ferran Torres. La Spagna vince il Mondiale 2026: De la Fuente arrivato in panchina nel 2023 dalle Nazionali giovanili fa tris di trofei dopo Nations League ed Europeo, esaltando la forza di uno straordinario collettivo che ha potuto far a meno dall’inizio di Pedri, dello stesso Ferran Torres e di sopportare un Mondiale sottotono di Lamine Yamal. 1 gol subito in tutta la manifestazione, un gioco dominante e totalizzante che ha messo in difficoltà tutti gli avversari, fino a una finale risolta ai supplementari, ma di fatto monopolizzata dall’inizio alla fine con un’Argentina capace solo di picchiare e mai di giocare a calcio.
La Spagna vince però un Mondiale che è stato in gran parte da dimenticare. In questo contesto si è salvato solo il calcio, con alcune partite che ricorderemo come Inghilterra-Argentina, Argentina-Egitto, Portogallo-Croazia e poco altro. Si è salvato grazie alla passione dei tifosi, in particolar modo delle squadre sudamericane. Una manifestazione però che ha un numero di squadre totalmente spropositato: 48 squadre non sono state troppe per il livello troppo basso (salvo alcune eccezioni come l’Iraq e la Tunisia), ma è la formula che non ha convinto. Un’ultima partita dei gironi che ha visto una serie di biscotti fra le squadre a 3 punti per passare da seconda o da migliore terza e tantissime partite superflue per veder passare 32 squadre su 48 nella prima fase. Sarebbe da ridiscutere anche il contingente di Nazionali europee presenti: 16 su 48 sono troppo poche per un continente che ancora ha piazzato 3 semifinaliste su 4 e 6 squadre ai quarti su 8. Ma evidentemente l’importante è portare più confederazioni possibili per mantenere il potere e avere il più numero di squadre possibili: magari fra quattro anni passeremo a 64 squadre e prima o poi anche a 128.
Un Mondiale che ha perso di credibilità soprattutto nel passaggio della revoca della squalifica all’attaccante degli Stati Uniti Falorin Balogun in seguito alla chiamata di Donald Trump a Gianni Infantino. Sarebbe successo con altre squadre? Si è creato un precedente pericolosissimo fatto su misura per cercare evidentemente di favorire la squadra di casa. Infine l’halftime show in stile Super Bowl con un intervallo di quasi mezz’ora che può andar bene nel football americano, ma certamente non nel bel mezzo di una finale di Coppa del Mondo di calcio e la ciliegina finale di Trump che vuole a tutti i costi restare nella foto di squadra della Spagna mentre alza la coppa. Genialate da parte dei vertici FIFA che vogliono rendere il calcio qualcosa di diverso, snaturarne l’essenza con i due hydration break che rendono la partita di quattro quarti come nel basket, ma il calcio come sport e come gioco per ora prova stoicamente a resistere.

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