La Fiorentina ripiomba nell’incubo con i soliti problemi di sempre

La vittoria con l’Udinese non ha portato niente e non ha risolto niente, come volevasi dimostrare. La dirigenza e la società che invocavano una vittoria da mesi e che pensavano che con un battito di ciglia potesse cambiare tutto, evidentemente stavano andando fuori strada. Così come coloro che invocavano come la panacea di tutti i mali il cambio di sistema di gioco con l’introduzione della difesa a quattro: oggi è stata riproposta e non ha portato assolutamente a niente. Sì perché i problemi di questa squadra, come ho sovente ripetuto, partono dalla costruzione della rosa di quest’estate e poi vengono ingigantiti e amplificati da uno spogliatoio che è completamente sfaldato, diviso e laddove ognuno pensa al suo orticello e a fare la giocata individuale per mettersi in mostra in vista del mercato.

Fossi in Vanoli, in questo momento darei le dimissioni, visto che si tratta di un uomo in evidente confusione e difficoltà e di fronte a una situazione più grande di lui e in mezzo a una serie di problemi con cui non ha niente a che fare. E’ evidente che sia difficile tirar fuori qualsiasi cosa da questa squadra qualsiasi sia la formula o lo schema: una formazione che non ha esterni e non ha nessuna imprevedibilità, che non ha cambi per spezzare l’inerzia della partita in panchina e deve passare sempre per vie centrali.
Poi ci sono alcune prestazioni individuali che sono a dir poco inquietanti: oggi Kean sembrava la versione peggiore di Nzola per appoggi, controlli, fuorigiochi e atteggiamento. Dodo è sempre il solito inconcludente, Ndour è mediocre, altri non danno nessuna risposta come Mandragora. I segnali sono sempre più preoccupanti e i problemi da risolvere da Paratici a gennaio saranno tantissimi, con una rivoluzione da fare senza se e senza ma che riguarda una gran parte dei responsabili di questa serie di scempi inguardabili.


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