La stagione della Fiorentina si sta trasformando domenica dopo domenica in un incubo. La squadra sprofonda sempre di più nel baratro e sembra non poterne uscire: non ne ha le risorse dal punto di vista della personalità, della dirigenza e per certi versi delle risorse tecniche. Il mercato da 90 milioni è riuscito nell’impresa difficile di indebolire la squadra, di renderla fragilissima a centrocampo, di darle pochissime soluzioni per la sua messa in campo. Dzeko dopo la partita di giovedì probabilmente non si è espresso benissimo, ma ha chiesto fondamentalmente supporto perché è consapevole dei valori che ci sono nello spogliatoio e che questa squadra da sola non riesce ad uscire da questa situazione di classifica. Il senso è infatti di massima fragilità: dopo un primo tempo di discreta attenzione e di buon atteggiamento, il gol di Kossounou è bastato a far crollare il castello di carta e a far sparire dal campo la Viola.
Cambiare qualcosa dal punto di vista tattico? Questa squadra difficilmente può permettersi sistemi di gioco diversi dal 3-5-2. In caso di 4-3-2-1 mancherebbe di equilibrio e non avrebbe abbastanza giocatori dietro alla punta, il 4-4-2 non è possibile perché non ci sono terzini ed esterni, ancora meno il 4-2-3-1 non avendo esterni offensivi. La coperta è cortissima, sii può attingere pochissimo dalla panchina anche a partita in corso e il problema non è di individualità, ma nasce da una squadra costruita in maniera scriteriata.
Una situazione nella quale sta provando a tirar fuori qualcosa un quasi incolpevole Paolo Vanoli, che sta cercando di compattare la squadra e dare mentalità, ma si trova di fronte a un compito quasi improbo. La società è totalmente inesistente, Goretti non è una figura solida ed era il vice del disastroso direttore sportivo, Ferrari non sa cosa sia gestire un’azienda calcistica, Commisso non c’è. Questa società, per come ha lavorato in questi anni, merita questi risultati. A volte gli allenatori e la fortuna hanno coperto le falle, stavolta tutti i nodi vengono al pettine e il conto viene presentato. E ora arriva un dicembre da brividi, nel quale non si potrà più sbagliare per evitare quello che sarebbe un dramma sportivo.
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