Musetti è pronto a diventare il terzo incomodo?

Lorenzo Musetti è arrivato ai quarti di finale degli Australian Open con una prestazione eccelsa nella notte italiana contro Taylor Fritz. Una crescita evidente e netta negli ultimi 12 mesi da parte del carrarino, prima sulla terra battuta, ma successivamente anche sul veloce, come dimostrato sul finale della scorsa stagione e all’inizio del 2026. Un progresso arrivato a un punto tale da avvicinarsi sempre più da vicino alla top 3: in caso di vittoria ai quarti contro Djokovic e di sconfitta di Zverev contro Tien, il toscano entrerebbe aritmeticamente nei primi 3 giocatori del ranking mondiale.

La scalata di Musetti dipende da diversi fattori: sicuramente quello tecnico, con la convinzione e la sicurezza di giocare finalmente più avanti e in maniera più aggressiva, subendo decisamente meno il gioco rispetto al passato e riuscendo ad ottenere molti più punti diretti con la prima di servizio. L’altro è quello tattico: Lorenzo legge decisamente meglio tutti i momenti della partita, sa quali scelte fare, sa incartare gli avversari con le sue variazioni, con il suo tocco e con il suo tennis completo e a tutto campo. Infine, l’aspetto più importante è quello mentale: l’azzurro si parla molto meno addosso, non scioglie mai, rimane sempre dentro la partita e ha sempre un atteggiamento proattivo rispetto a un’indolenza che aveva mostrato in passato.

Adesso la sfida a Djokovic che arriva in un momento in cui i tempi potrebbero essere maturi per far saltare il banco. Ma nel futuro Musetti potrebbe diventare la principale alternativa a Sinner e Alcaraz? Molto difficile da dire, orientativamente la risposta è negativa. Il carrarino però può puntare, come sapientemente suggerito in un’interessante provocazione dal collega Riccardo Bisti, a diventare un nuovo Wawrinka, ossia un giocatore capace di raggiungere picchi straordinari come vittorie Slam e di battere anche i migliori, costantemente al vertice, anche se non un vincitore seriale. Vedremo se ci riuscirà Musetti ad arrivare a questi risultati, ma è indiscutibile che la sua crescita sia stata eccezionale e per certi versi anche imprevedibile.


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