Franzoni si consacra sulla Streif, ancora super Giacomel a Nove Mesto

L’Italia ha appena vissuto un’altra giornata storica per quanto riguarda gli sport invernali. Ancora due i nomi in copertina: Giovanni Franzoni e Tommaso Giacomel. Due atleti nati dopo il 2000 che hanno un solo comun denominatore: un talento speciale e tanta voglia di mettersi in gioco e migliorare. Il bresciano si è definitivamente sbloccato a Wengen e il suo talento e la sua stella è definitivamente sbocciata: una vittoria sulla Streif che lascia il segno, che lo mette per sempre nel gotha dello sci alpino mondiale e il suo nome rimarrà sempre inscalfibile nella storia dei discesisti. Una vittoria maturata grazie a una seconda parte di pista eccezionale, facendo la differenza nella parte tecnica. Un’evoluzione la sua che ricorda quella di Odermatt e di Sarrazin: da gigantista e ottimo dal punto di vista tecnico, ad atleta capace di buttare giù le punte e far correre gli sci. Il successo arriva proprio battendo Odermatt e mettendo in riga tutta la concorrenza: in questo momento con lo stesso Odermatt e con von Allmen è fra i tre velocisti più forti del mondo senza se e senza ma e alle Olimpiadi di Milano-Cortina, sulla mitica Stelvio di Bormio, tutti dovranno fare i conti con lui. Emozionante il ricordo e le lacrime per Matteo Franzoso, segno che Giovanni non si è buttato da solo giù dalla Streif.

Nel pomeriggio l’Italia si è tolta una bella soddisfazione anche nella Coppa del Mondo di biathlon a Nove Mesto, vincendo la staffetta mista dopo oltre sei anni. Autori dell’impresa Wierer, Vittozzi, Hofer e un fantastico Giacomel. Giacomel che ha fatto la differenza nell’ultima frazione, battendo di forza un veterano di lungo corso come Fillon Maillet. Un’Italia che sta vivendo un momento magico al maschile e al femminile: Giacomel comanda nella generale di Coppa del Mondo, Hofer è salito sul podio giovedì nell’individuale, Wierer e Vittozzi sono atlete sempre in grado di puntare al podio. Ogni orizzonte è positivo e il periodo è straordinario.


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