Senza vergogna, senza dignità, senza amor proprio. La Fiorentina è ultima in classifica, staccata anche dal Verona, è di gran lunga la peggiore squadra della Serie A e ha un gruppo di calciatori modesti sia dal punto di vista tecnico, sia da un punto di vista umano. Un gruppo di giocatori tra cui alcuni si sono arresi, alcuni che giocano contro, alcuni senza alcuna personalità. Tutti i problemi partono da una costruzione della squadra assurda quest’estate, spendendo 92 milioni e peggiorando la squadra, mantenendo una difesa modesta, facendo un centrocampo imbarazzante e un attacco pieno di problemi, mancanze e contraddizioni. Abbiamo visto un Sassuolo moderno, reattivo, con esterni ficcanti, difensori veloci e dai piedi buoni, centrocampisti di passo, tutti gli ingredienti che mancano alla Fiorentina già da quest’estate. In più i giocatori che non ci mettono niente, un gruppo da abbandonare in tanti elementi già da gennaio: chi non vuole lottare, chi non vuole rimanere, meglio che prenda altre vie al più presto. Per salvarsi meglio una serie di giocatori mediocri che lottano, piuttosto di presunti buoni giocatori che non ci mettono niente dal punto di vista dell’atteggiamento.
Due fotografie sono esemplificative del momento: la scena del rigore poi trasformato da Mandragora, la lite con Kean, Fagioli e Ranieri che provano a mettersi in mezzo. Un rigore segnato, ma che poi ha dato il là a un linguaggio del corpo e un atteggiamento inammissibile da parte di Kean che si è intestardito e ha giocato da solo per 90 minuti. Un atteggiamento avuto anche da tanti suoi compagni, come giustamente sottolineato da Vanoli e Goretti. L’altra è Dodo che dopo 10 minuti e una punizione conquistata si mette ad aizzare la curva. Una serie di manfrine, di farse che poi non trovano riscontro sul campo. Le responsabilità principali sono di società, visti i sei anni mediocri e la conclamata incapacità di fare calcio, e dei calciatori. Sicuramente né Pioli né Vanoli non sono Cruijff o Guardiola, ma l’allenatore lombardo ci sta provando in tutti i modi, con parole forti in conferenza stampa, con analisi lucide, con metodi duri e meno duri, ma il problema non è evidentemente lui. Non è riuscito a entrare nella testa di giocatori che evidentemente non vogliono farsi allenare, andando ovviamente a contraddire quanto detto martedì scorso dall’inadatto e tragicomico direttore generale. Per come ha lavorato questa dirigenza e questa società in questi anni, la Serie B sarebbe il giusto approdo. Per la Curva Fiesole e per il tifo viola, tutt’altro. Dal primo al novantesimo il settore con oltre 4000 tifosi da Firenze ha incitato, ha sventolato bandiere e sciarpe, si è stretto accanto alla squadra, facendo sembrare quasi di giocare in casa. I tifosi sono l’ultimo dei problemi, checchenedica qualche sedicente esperto, i problemi sono infiniti, ma stanno altrove. La Fiesole e i tifosi oggi hanno stravinto a Reggio Emilia, la squadra e la società è stata per l’ennesima volta umiliata.

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